Prodotti tipici: La Tiella di Gaeta


Prodotti Tipici / mercoledì, aprile 18th, 2018

La Tiella nasce a Gaeta dalla creatività tipica della cultura gastronomica di
questa meravigliosa località dell’Italia Meridionale e può essere descritta
come una perfetta fusione tra la pizza e i prodotti jel mare e della terra.
Da un punto di vista estetico la Tiella di Gaeta è caratterizzata da due sottili
strati circolari di pasta di pizza posti uno sull’altro, chiusi lungo i bordi per
compressione, e ripieni delle più svariate bontà.
Nella sua secolare tradizione, la Tiella nasce come un sostentamento che
permetteva ai contadini e soprattutto ai pescatori, costretti a restare in mare
nelle condizioni più awerse e per svariati giorni, di avere un pasto completo
che si conservasse anche per una settimana.
La tradizione vuole la tiella ripiena di polpi, calamaretti, scarola, spinaci e
baccalà, zucchine, cipolle, alici, cozze ed altre varianti molte delle quali
insaporite con le olive di Gaeta.
Si dice che il segreto di una buona tiella sia proprio l’olio prodotto con olive
di Gaeta il quale, come solevano dire le passate ~Ienerazioni, deve scorrere
fino ai gomiti, cosa che ai tempi odierni non è sìcoramente possibile, per
motivi di dieta e igiene.
Oltre le origini popolari della Tiella, sicuramente ìe più attendibili, si narra
che il re Ferdinando IV di Borbone ne fosse un grande estimatore e,
secondo alcuni, addirittura l’inventore di questa specialità.
Sembra, infatti, che il sovrano nei suoi soggiorni a Gaeta amava confondersi
con gli abitanti del borgo marinaro e contadino posto fuori al di fuori delle
mura della città e proprio in questi luoghi, catturato dall’abilità con la quale le
massaie preparavano la pizza, ne propose una variante.
Il re chiese di stendere la pasta sottile e di metterla in una teglia di rame, di
aggiungere della scarola già pronta in una in una zuppiera sul tavolo,
dell’olio e delle olive di Gaeta ed infine di stendere un altro disco di pasta per
ricoprire il tutto prima di infomare nella brace rovente. Nacque cosi, con
nobili origini, la Tiella, considerata dal re Ferdinando IV di Borbone “primo,
secondo e terzo” piatto.
A quei tempi l’aristocrazia apprezzava la tiella, in particolare quella con i
calamaretti o polipi, mentre sarde, alici, scarola e baccalà erano le più
diffuse tra il popolo del borgo marinaro e contadino che ne ha tramandato
nel tempo tutti i segreti di un’eccellente preparazione.
Dopo la caduta del regno Borbonico nel 1860, la Tiella divenne il pasto
principale per tutti gli emigranti che fino agli anni ‘.50 del secolo scorso
lasciavano Gaeta alla ricerca di fortuna.
Ridimensionata nel consumo durante i periodi del boom economico, anche
perché ricordava miseria ed arretratezza, negli ultimi anni é ritornata ad
essere apprezzata per la sua innegabile bontà.
Oggi la Tiella può essere definita una squisitezza “finger food” di eccellenza.
Un cibo sano, gustoso e salutare, facile da portare anche a casa, che unisce
in se tutte le componenti di un’alimentazione genuina, frutto di secoli di
tradizione adattandosi benissimo a cene tra amici, buffet e aperitivi.
La Tiella é una specialità che molti cercano di imi1are o di ma che pochi
riescono a creare secondo le tradizioni.
Una buona Tiella deve essere umida nel ripieno, morbida e non densa di
olio nella pasta esterna, deve essere sottile e ben cotta anche nella sfoglia
inferiore. Fondamentale é il ripieno, la cui accurata preparazione e l’uso
d’ingredienti genuini rappresentano il segreto prin:ipale della sua bontà.
In un celebre scritto del 1976 (Pasquale Di Ciaccio – Guida Turistica) si
legge una preziosa ed armoniosa descrizione della tiella: ” La si mangia a
quarti, senza l’aiuto delle posate.